PAUL DUNNE RECENSISCE NO ORDINARY HEIST AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI DUBLINO 2026.
Diretto da Colin McIvor, No Ordinary Heist (2026) è un film di rapina ambientato in contesti intimi e suggestivi, con una posta in gioco altissima. Eddie Marsan ed Éanna Hardwicke si scontrano nei panni dei protagonisti, Richard e Barry, cresciuti nella stessa strada e con un passato burrascoso alle spalle. Richard è un direttore di banca, mentre Barry si trova all'ultimo gradino della gerarchia aziendale, ma, cosa fondamentale, detiene le chiavi del caveau. Una conversazione avventata in un losco pub con un criminale locale sconvolge le vite di Barry e Richard: le loro famiglie diventano bersaglio di un rapimento, costringendo i due a mettere a segno la rapina.

No Ordinary Heist eccelle nell'esplorazione del costo umano della criminalità e delle condizioni che portano le persone a trattarsi con ostilità. Gli effetti negativi del capitalismo, in cui gli individui si sentono costretti a competere per una riserva di risorse sempre più scarsa (in questo caso, denaro sonante nel periodo prenatalizio), sono messi in evidenza e riecheggiati da una rapina in banca (basata su un evento reale), ambientata a Belfast nel dicembre 2004, subito dopo la fine dei Troubles.
Questa sensazione di disagio e disperazione per mano di un sistema indifferente si ripercuote oltre la rapina stessa. La guardia giurata Mags (interpretata magistralmente da Michelle Fairley) è in uno stato di costante sorveglianza, non solo per la sicurezza della banca, ma anche per la sicurezza del suo stesso posto di lavoro. Nel frattempo, Barry fatica a riscuotere i contributi per la sua squadra di calcio e Richard deve decidere chi perderà il lavoro poco prima di Natale. All'amministratore delegato australiano della banca non importa chi venga licenziato, mentre Richard deve fare i conti con il licenziamento di qualcuno che vede ogni giorno.
C'è una freddezza che il direttore della fotografia Damien Elliot esemplifica attraverso ampie vedute aeree dello skyline e delle strade di Belfast. Una luce artificiale fluorescente e bluastra inonda la maggior parte delle scene ambientate negli uffici. La messa in scena di ogni inquadratura trasuda, il più delle volte, sensazioni di tensione e paura. McIvor contrappone interni domestici e accoglienti alla sterilità di una banca moderna. Siamo invitati nelle case di Richard e Barry, dove fioriscono l'amore e la perdita dell'amore. I Troubles permeano questi ambienti privati, rivelando il duro e duraturo impatto del conflitto su molti cittadini nordirlandesi. Non tutti hanno l'opportunità di scalare la gerarchia aziendale, e non tutti hanno una casa accogliente in cui tornare; ci sono persone per le quali la criminalità è l'unico modo per guadagnarsi da vivere.

Ciò non significa che il film cerchi di suscitare simpatia per i rapinatori di banche; piuttosto, la sceneggiatura di McIvor e Aisling Corristine ci permette di accedere a rappresentazioni più ampie e profonde di Belfast, al di là dei suoi attentati e delle tensioni che catturano l'attenzione dei media. La quotidianità è al centro di questo film. La routine che tutti noi seguiamo per mettere il cibo in tavola viene sconvolta dai rapinatori, poiché Richard e Barry devono collaborare con il male e tra loro – e a volte, questa si rivela la sfida più grande. Richard è scettico sulla presunta innocenza di Barry o sul suo potenziale coinvolgimento nella rapina. Pregiudizio e discriminazione persistono, anche se nei momenti chiave del film, Barry è l'unica persona in grado di comprendere la difficile situazione di Richard.
La decisione di includere un conto alla rovescia sullo schermo e un orologio che ticchetta nella colonna sonora del film fornisce continui promemoria di ciò che è in gioco. La tecnologia obsoleta (come i vecchi Nokia e i telefoni fissi) lega sia Richard che Barry ai rapinatori di banche, mentre la costante preoccupazione per il segnale telefonico pervade i momenti chiave, aumentando la tensione.

Viene in mente film come Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) o Collateral (2004), in cui cittadini comuni si ritrovano coinvolti in circostanze straordinarie. Alcuni riescono a reagire e a portare a termine il lavoro sotto pressione, laddove altri falliscono. La disperazione dei rapinatori alimenta la loro ingegnosità, che permette loro di ideare una rapina senza nemmeno entrare in banca. C'è qualcosa di ammirevole in questo piano creativo e preciso, che si contrappone alle trame tipiche del genere rapina, in cui spesso vediamo personaggi sopra le righe, armati fino ai denti, che infilano mazzette di soldi in borse da palestra prima di fuggire a bordo di un'auto rubata. La calma con cui eseguono il colpo e l'anonimato dei criminali (ancora a piede libero) sono particolarmente interessanti e originali.
No Ordinary Heist uscirà nelle sale il 27 marzo 2026.
Paul Dunne è uno scrittore e critico che vive e lavora a Dublino. I suoi scritti sono apparsi in The 32: An Anthology of Irish Working-Class Voices (Unbound, 2021), a cura di Paul McVeigh.